Jan van Eyck, Agnello mistico, 1432 (particolare - da Wikipedia)
Alle celebrazioni Pasquali sono indissolubilmente legate alcune tradizioni culinarie, molte delle quali risalgono ad antichi rituali od a simboliche rappresentazioni religiose. L’agnello, per esempio, rappresenta per i cristiani il corpo innocente di Gesù crocifisso.
Nel corso della Settimana Santa si svolgono in tutta Italia rappresentazioni e processioni che commemorano la Passione, la Morte e la Resurrezione di Gesù Cristo. Quasi ogni borgo della Penisola, dai capoluoghi fino ai più piccoli centri, allestisce una sua ricostruzione delle vicende della Storia Sacra, richiamandosi a tradizioni peculiari del territorio.
Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo spirò.
Visto ciò che era accaduto, il centurione glorificava Dio: “Veramente quest’uomo era giusto”. Anche tutte le folle che erano accorse a questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornavano percuotendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti assistevano da lontano e così le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, osservando questi avvenimenti.
Il 19 febbraio 2010 Noto festeggia come ogni anno il suo santo patrono, San Corrado.
Suggestiva la processione, che parte e termina nella splendida cattedrale.
L’urna d’argento con i resti del santo (guarda l’urna di San Corrado su Siciliaorientale.com) è sostenuta a spalla dai “portatori”. La processione è composta anche dai fedeli che portano i “cili”, grandi e caratteristici ceri composti da un lungo manico in legno che culmina con una coppa metallica traforata e corolatissima che contiene il grosso cero.
La festa di San Corrado, oltre che nella tradizionale data del 29 febbraio, viene ripetuta in agosto per i numerosi emigranti che tornano nel paese per le vacanze estive.
Un antico proverbio latino diceva: Semel in anno licet insanire. Una volta l’anno è lecito impazzire. Quella volta è il periodo compreso tra la prima delle sette domeniche che precedono il giorno di Pasqua e il Martedì grasso, il giorno cioè che precede l’inizio della Quaresima cristiano-cattolica: ovvero il Carnevale.
Quest’anno 4 domeniche sono dedicate al Carnevale: il 31 gennaio, il 7, il 14 e il 21 febbraio. Martedì 16 febbraio cade il Martedì Grasso, giorno in cui culminano i festeggiamenti carnevaleschi. Continua a leggere per scoprire quali sono i Carnevali cosiddetti “maggiori”.
Gian Domenico Tiepolo, Maschere veneziane, 1757 (Villa Valmarana, Vicenza)
L’uso delle maschere di Carnevale ha origini teatrali: la commedia dell’arte ha dato vita a personaggi tipici che sono entrati a fare parte del costume italiano. Continua a leggere »
Si avvicina la festa degli innamorati, e italiaculturale.it vuole offrire un diverso punto di vista per una festa che ha una storia lunga quasi 1500 anni.