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La pittura metafisica


La pittura metafisica è una corrente pittorica del XX secolo.

 

Definizione

La pittura metafisica è strettamente legata all’evoluzione artistica di Giorgio De Chirico.

La visione enigmatica del reale e l’espressione della tragica assurdità spinge  De Chirico a sperimentare un nuovo linguaggio e nuove scelta formali. Alla base della sua riflessione teorica si trova la riflessione filosofica di Arthur Schopenauer e Nietzsche: la sua poetica desiderava indagare l’aspetto misterioso della realtà, svelandone ambiguità e tratti sfuggenti.

De Chirico attribuisce il termine Metefisica all’arte. La metafisica esprime ciò che è oltre l’apparenza fisica, ossia l’essenza intima della realtà al di là dell’esperienza sensibile. Questo perchè, secondo De Chirico, l’arte non si limita mai, anche quando sembra più aderente alla realtà, a descriverla, ma la interpreta.

De Chirico chiarisce meglio in seguito il senso della sua pittura: metafisica è ciò che è avulso dalla logica ambientale in cui siamo abituati a vederlo. Questo insolito, a-logico, inaspettato crea inquietudine e angoscia.

Per questo dunque la pittura metafisica si esplicò nella rappresentazione di enigmatiche presenze, come ombre, statue di foggia classica, manichini. Sono oggetti riconoscibili, appartenenti alla realtà, che però nelle opere metafisiche intrattengono inedite relazioni sia tra loro che con lo spazio e con le architetture. Gli spazi pittorici sono silenziosi, sospesi in una dimensione atemporale.



Cronologia

1910

Giorgio De Chirico, Enigma d'un pomeriggio d'autunno, 1910

De Chirico si trova a Firenze, in piazza Santa Croce. La visione di quel mondo nuovo si concretizzò nel quadro L’enigma di un pomeriggio d’autunno, opera della rivelazione  metafisica. In seguito Giorgio si dichiarerà florentinus, nato a Firenze.

1911

Giorgio De Chirico e suo fratello Andrea si trovano a Parigi. Giorgio espone le sue opere ottenendo un notevole consenso. Andrea cambia il suo nome in Alberto Savinio.

1915

Con l’incontro tra Giorgio De Chirico e Carlo Carrà a Ferrara nel 1915 nasce ufficialmente la Pittura Metafisica.

1917

Carlo Carrà, La musa metafisica, 1917

Carlo Carrà abbandona definitivamente l’esperienza futurista per accostarsi alla pittura metafisica, con l’opera La musa metafisica.

Carrà e De Chirico passano da un’avanguardia dinamica ad un’avanguardia basata sulla ricerca del Classico, dell’ordine. Il ritorno all’antico passa attraverso la copia testuale dei reperti da Museo: Giorgio De Chirico sceglie Michelangelo, eseguendo una copia del Tondo Doni nel 1920. Carrà si rivolge a Giotto e Paolo Uccello.

1919

Giorgio De Chirico pubblica sulla rivista “Cronache d’attualità” l’articolo Noi metafisici, ovvero quello che è considerato il manifesto della pittura metafisica.

I protagonisti

Oltre a Giorgio De Chirico (1888-1978) e Carlo Carrà (1881-1966), fu artista metafisico anche Alberto Savinio (1891-1952). In seguito si accostarono alle suggestioni metafisiche anche Giorgio Morandi (1890-1964), Filippo De Pisis (1896-1956), Antonio Donghi (1897-1963), Gino Severini (1883-1966).

Per il sito della fondazione Giorgio De Chirico: www.fondazionedechirico.com

La Pittura Metafisica ha vita breve ma forte influenza sulle altre avanguardie del XX secolo. Infatti anche quando la pittura metafisica aveva esaurito la sua carica espressiva, altri artisti si accostarono a questo movimento, artisti come Mario Sironi (1885-1961), Felice Casorati (1883-1963) e Atanasio Soldati (1896-1953).

Eventi nel 2010

Nel corso del 2010, a cento anni dalla prima opera metafisica, vari eventi sono dedicati a questo movimento e ai suoi esponenti:

Bibliografia

Italiaculturale.it suggerisce qualche testo per approfondire la conoscenza della pittura metafisica e dei suoi protagonisti:

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