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Mostra a Mantova su Futurismo e Dadaismo

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Dal 13 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010, la Casa del Mantegna a Mantova ospita una mostra che mette a confronto due delle Avanguardie dell’inizio del ‘900.

La mostra indaga i due movimenti del Futurismo e del Dadaismo a cent’anni dalla pubblicazione del celebre Manifesto e a 76 dalla storica Esposizione Futurista di Palazzo Ducale.

Futurismo

Emma Marpillero, Silenzio-Alba, 1916 (da Wikipedia)

Emma Marpillero, Silenzio-Alba, 1916 (da Wikipedia)

Il Manifesto di fondazione del movimento Futurista fu pubblicato dal poeta ed editore Filippo Tommaso Marinetti l’8 febbraio 1909 su “La Gazzetta di Mantova“, quindi il 9 febbraio dello stesso anno ne “L’Arena di Verona“. Il Manifesto futurista fu poi nuovamente pubblicato due settimane dopo, il 20 febbraio 1909, sul parigino “Le Figaro“, conseguendo così una prestigiosa ribalta internazionale. Questo manifesto era destinato ad essere il primo di una serie di tanti altri che anticipano e percorrono lungo tutta la strada il pensiero futurista sia nel campo della letteratura, che nelle altre arti.

Il movimento futurista si proponeva un rinnovamento totale nei campi della pittura, della scultura, dell’architettura, della letteratura, della musica, del teatro, della grafica, fino a raggiungere, con il passare degli anni, obiettivi sempre più totalizzanti, come dimostrano la quantità e varietà dei manifesti e dei proclami pubblicati nel giro di pochi anni. I manifesti, insieme alle serate futuriste e al’intensissima attività editoriale e espositiva, erano i mezzi prescelti per attuare una capillare diffusione sulla penisola della poetica futurista.

Umberto Boccioni, Forme uniche nella continuità dello spazio, 1913 (da Wikipedia)

Umberto Boccioni, Forme uniche nella continuità dello spazio, 1913 (da Wikipedia)

Lo scopo del futurismo era quello di investire ogni aspetto della vita, improntando l’arte e la cultura, ma anche la quotidianità, la vita comune, gli svaghi più diffusi, ad una nuova visione della realtà e dell’uomo, che si voleva dinamico, proiettato verso il futuro e la modernità, e capace, in questo continuo stravolgimento di piani e di letture, di giocare con se stesso, con le forme, con le idee. Da qui l’attenzione a tutti i settori dell’espressione artistica, che divengono per i futuristi sorprendente “palestra” creativa e sperimentale.

Tra i principali artisti maggiormente rappresentativi del movimento futurista, oltre a Filippo Tommaso Marinetti, ne citiamo alcuni, come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Primo Conti, Fortunato Depero, Julius Evola, Giovanni Korompay, Emma Marpillero Corradi, Bruno Munari, Emilio Notte, Francesco Balilla Pratella, Ottone Rosai, Mario Sironi, Pippo Rizzo, Giuseppe Zucca.

Nel filmato che segue Carmelo Bene legge il Manifesto Futurista.

Una recentissima sintesi sul Futurismo è stata pubblicata nel 2009: Futurismo 1909-2009: velocita+arte+azione, a cura di Giovanni Lista e Ada Masoero, Milano, Skira, 2009 – ISBN 9788857200392.



Dadaismo

Joseph Stella, Il Ponte di Brooklyn, 1917-18 (da Wikipedia)

Joseph Stella, Il Ponte di Brooklyn, 1917-18 (da Wikipedia)

Il dadaismo o dada è un movimento culturale nato a Zurigo, e sviluppatosi tra il 1916 e il 1920. Il movimento ha interessato soprattutto le arti visive, la letteratura (poesia, manifesti artistici), il teatro e la grafica, che concentrava la sua politica anti bellica attraverso un rifiuto degli standard artistici attraverso opere culturali che erano contro l’arte stessa. Il dadaismo ha inoltre messo in dubbio e stravolto le convenzioni dell’epoca: dall’estetica cinematografica o artistica, fino alle ideologie politiche. Gli artisti dada erano volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libertà di creatività per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili.  Secondo i dadaisti stessi, il dadaismo non era arte, era anti-arte. Tentava, infatti, di combattere l’arte con l’arte. Per ogni cosa che l’arte sosteneva, Dada rappresentava l’opposto. Attraverso questo rifiuto della cultura e dell’estetica tradizionali i dadaisti speravano di distruggere se stessa, ma, ironicamente, Dada è diventato un movimento che ha influenzato l’arte moderna.

Dada non significa nulla.

Tra gli artisti dadaisti ricordiamo Guillaume Apollinaire, Hugo Ball, Giada Carparelli, Marcel Duchamp, Max Ernst, Julius Evola, Marcel Iancu, Clément Pansaers, Francis Picabia, Paolo Possidente, Joseph Stella, Tristan Tzara.

Un esempio di arte dadaista è il film sperimentale Anemic Cinema realizzato da Marcel Duchamp nel 1926.

Un’interessante panoramica sul dadaismo nel recente volume di Elger, Dietmar, Dadaismo, Koln, Taschen, 2006 – ISBN 978822835449.

Dadaismo e Futurismo a Mantova

Mantova, 5 maggio 1933 (dal sito della Casa del Mantegna)

Mantova, 5 maggio 1933 (dal sito della Casa del Mantegna)

Questa foto di gruppo, scattata a Mantova il 5 maggio 1933, ritrae gli artisti futuristi partecipanti alla Mostra Nazionale allestita a Palazzo Ducale. Sono riconoscibili: Renato Di Bosso, Ignazio Scurto, Albino Siviero detto Verossì, Quirino Sacchetti, Aldo Fiozzi, Celso Maggio Andreani, Umberto Mario Baldassari, Giovanni Cenna, Carlo Mauroner, Filippo Tommaso Marinetti, Piero Anselmi, Mino Somenzi, Giovanni Bonente, Teobaldo Mariotti, Ezio Mutti, Emiliano Diobelli.

La mostra Futurismo e Dada. Da Marinetti a Tzara. Mantova e l’Europa, nel segno dell’Avanguardia intende indagare una pagina di storia dell’arte di grande interesse ma ancora poco conosciuta, inserendola nel panorama nazionale dedicato alle celebrazioni del centenario futurista, dando un particolare rilievo alle figure di Gino Cantarelli e Aldo Fiozzi e alla loro esperienza dadaista, ma anche a Mino Somenzi, promulgatore delle idee del movimento futurista attraverso numerose riviste da lui fondate. Mantova venne investita in pieno dal ciclone futurista, con serate, conferenze, mostre e con la costituzione nel 1916 di un gruppo futurista, che sarà attivo fino al 1941, del quale fecero parte Gino Cantarelli, Giovanni Cenna, Emiliano Diobelli, Aldo Fiozzi, Otello Rebecchi e Mino Somenzi. Tra le loro esperienze collettive e individuali – Somenzi ad esempio, prima di diventare giornalista di spicco, fu a Fiume con Gabriele d’Annunzio – grande peso ebbe il rapporto di scambio e confronto con altri gruppi d’avanguardia europei: primo tra tutti il gruppo Dada, appunto, al quale li accomunò la predilezione per l’uso della parola, della poesia e del segno come principale forma espressiva.

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Mantova, Casa del Mantegna – via Acerbi 47, dal 13 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010; da martedì alla domenica dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:30.

Ingresso: interi euro 5, ridotti euro 3.

Prenotazione gratuita: tel. 0376 432432, tutti i giorni dalle 8:30 alle 17:00.

Visite didattiche: sono previsti percorsi didattici differenziati per fasce scolastiche da prenotare al 0376 432432. Il costo del percorso didattico con laboratorio è euro 3,00 a scolaro da pagare all’operatore didattico.

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1 Commento »

  1. Mostra a Mantova su Futurismo e Dadaismo dice,

    Scritto il 17 dicembre 2009 alle ore 16:42

    […] la lettura con la fonte di questo articolo:  Mostra a Mantova su Futurismo e Dadaismo Articoli correlati: Umbria Veloce a […]

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