Informazioni su Italia Culturale

San Valentino, origini ed eventi 2010

Si avvicina la festa degli innamorati, e italiaculturale.it vuole offrire un diverso punto di vista per una festa che ha una storia lunga quasi 1500 anni.

Istituita nel 496 da papa Gelasio I, cade il 14 febbraio giorno del martirio del vescovo Valentino.

La vita di San Valentino

San Valentino nacque a Terni nel 175. Nella sua città natale si dedicò alla predicazione del Vangelo ed alla conversione dei pagani, mentre nell’Impero continuavano le persecuzioni contro i Cristiani. Nel 197 Papa San Feliciano lo consacrò Primo Vescovo di Terni. Invitato dall’imperatore Claudio II il Gotico a sospendere la celebrazione religiosa e ad abiurare la propria fede, rifiutò di farlo tentando anzi di convertire l’imperatore al cristianesimo. Claudio II lo graziò dall’esecuzione capitale affidandolo ad una nobile famiglia.

Valentino venne arrestato una seconda volta sotto Aureliano, succeduto a Claudio II. L’impero proseguiva nelle sue persecuzioni contro i cristiani ed i vertici della Chiesa di Roma e, poiché la popolarità di Valentino stava crescendo, i soldati romani lo catturarono e lo portarono fuori città lungo la via Flaminia per flagellarlo, temendo che la popolazione potesse insorgere in sua difesa. Questo terzo arresto gli fu fatale: morì decapitato nel 273 per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell’imperatore Aureliano.

Le sue spoglie, recuperate da tre suoi discepoli, furono portate nella città ed ora riposano nella Basilica, dove migliaia di cristiani si recano a visitarle ogni anno.

Origini pagane e cristiane

(dal sito della Diocesi di Terni)

La festa del vescovo e martire Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore del dio Pane, Fauno e Luperco. Questi festeggiamenti erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondità. Divenuti troppo orridi e licenziosi, furono proibiti da Augusto e poi soppressi da Gelasio nel 494. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al giorno 14 di febbraio attribuendo al martire ternano la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli.

Leggende

Da questa vicenda sorsero alcune leggende. Le più interessanti sono quelle che dicono il santo martire amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice. Le più celebri sono quelle della Rosa della riconciliazione e di Sabino e Serapia.

La leggenda della rosa vuole che san Valentino, sentendo un giorno bisticciare due giovani fidanzati, che stavano passando al di là della siepe del suo giardino, uscì loro incontro tenendo in mano una bella rosa. Il capo canuto, il volto sereno e sorridente del buon vecchio e quella rosa, tenuta in alto col gesto di donarla, ebbero il magico potere di calmare i due innamorati in lite. Quando poi egli, donando realmente quel purpureo fiore, volle che tutti e due insieme stringessero il gambo con cautela per non pungersi e spiegò il “cor unum” di due persone sposate, l’amore era tornato come prima.

I due tornarono poi da lui finché, come desiderava, non fu proprio il Santo Vescovo a benedire il loro matrimonio felicissimo.

La cosa si riseppe e allora fu una processione ad invocare il patrocinio di lui sulle famiglie da fondare.

Il Vescovo, però, aveva anche altre occupazioni pastorali alle quali accudire, perciò stabilì per quella benedizione il quattordici del mese. Ed il quattordici del mese è restato, ma ristretto a quello di febbraio, perché in quel giorno egli andò a celebrare le sue nozze in Paradiso.

La leggenda di Sabino e Serapia, invece, è rifiorita nel Novecento dopo il ritrovamento, a Pentima, di un sarcofago contentente gli scheletri di due giovani: c’era una bella ragazza di nome Serapia, la quale abitava in una piazza di Terni, l’attuale Piazza Clai. Passando spesso di lì un giovane centurione romano, di nome Sabino, la osservò più volte, se ne innamorò e la chiese in sposa. I parenti di lei, però, non volevano, perché Sabino era pagano mentre loro erano tutti cristiani. Allora lei gli suggerì di andare dal loro Vescovo e farsi istruire ben bene e farsi battezzare. Cosa che egli per amore di lei fece.

Ma quando questo ostacolo era stato sormo ntato, ne sorse uno grandissimo. Si scoprì che Serapia era affetta da una forma di tisi avanzatissima. Disperazione dei genitori e del giovane legionario romano.Fatto venire il santo Vescovo presso il letto della moribonda, Sabino supplicò il Santo che non permettesse che egli si separasse dalla sua amata. La vita gli sarebbe riuscita un lungo martirio insopportabile.

Valentino alzò le mani e la voce al Padre di tutti. Ed un sonno beatificante unì per l’eternità quei due cuori dal palpito sincrono, mentre si stringevano per l’eternità.



Patrono dell’amore

Oggi la festa di San Valentino è celebrata ovunque come Santo dell’Amore.

Circa l’evoluzione storica della ricorrenza ci sono alcuni riferimenti storici che fanno ritenere che la giornata di San Valentino fosse dedicata agli innamorati già dai primi secoli del II millennio. Fra questi c’è la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell'”Alto Tribunale dell’Amore”, un’istituzione ispirata ai principi dell’amor cortese. Il tribunale aveva lo scopo di decidere su controversie legate ai contratti d’amore, i tradimenti, e la violenza contro le donne. I giudici venivano selezionati sulla base della loro familiarità con la poesia d’amore.

Cartolina 1900-1910 (immagine di Chordboard da Wikipedia)

La più antica “valentina” di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo, e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie con le parole: Je suis deja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Clicca qui per le poesie di Carlo d’Orleans).

L’uso di spedire “valentine” nel mondo anglosassone risale almeno al XIX secolo. Già alla metà del secolo negli Stati Uniti alcuni imprenditori come Esther Howland (1828-1904) iniziarono a produrre biglietti di San Valentino su scala industriale; a sua volta, la Howland si ispirò a una tradizione antecedente originaria del Regno Unito.

Fu proprio la produzione su vasta scala di biglietti d’auguri a dare impulso alla commercializzazione della ricorrenza e, al contempo, alla sua penetrazione nella cultura popolare.

Il processo di commercializzazione della ricorrenza continuò nella seconda metà del XX secolo, soprattutto a partire dagli Stati Uniti. La tradizione dei biglietti amorosi iniziò a diventare secondaria rispetto allo scambio di regali come scatole di cioccolatini, mazzi di fiori, o gioielli.

Eventi

(dal sito MiBAC)

In occasione della festa degli innamorati, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali festeggia proponendo una serie di iniziative dedicate al tema, che permettano di approfondire la conoscenza dell’arte, presupposto per amare e quindi proteggere quello che si ama.

La manifestazione prevede l’ingresso di due visitatori al costo di un solo biglietto ed altre iniziative: Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali saranno aperti il 13 e il 14 Febbraio.

La lista completa dei siti aperti è disponibile sul sito del Ministero dei Beni culturali, cliccando qui.

Anche nelle Biblioteche pubbliche statali e negli Istituti Centrali afferenti la Direzione Generale per i beni librari, gli istituti culturali ed il diritto d’autore verranno organizzate iniziative sul tema. Clicca qui per vedere la lista completa degli eventi.

Un modo diverso per festeggiare con la persona amata, può essere quella di visitare la città del Santo. Terni dedica al proprio santo protettore 38 giornate – dal 29 gennaio al 7 marzo 2010 – di musica, arte, spettacolo, sport, seminari, celebrazioni religiose.

Per tutte le informazioni e il programmi degli eventi che si svolgeranno a Terni, clicca qui.

(dal sito CSArt)

Un modo alternativo può essere invece la mostra collettiva “Dieci di cuori” che si svolgerà da Sabato 6 febbraio 2010 a Giovedi 4 marzo 2010 presso il CSArt di Reggio Emilia. La mostra – a cura di Chiara Serri – esporrà opere di Carlotta Balestrieri, Fiorella Bologna, Alessandra Calò, Fabrizio Fontanelli, Fosco Grisendi, Ludmila Kazinkina, Giovanna Magnani, Sonia M.L. Possentini, Sonia Strukul e Beppe Villa.

In occasione del vernissage, previsto per sabato 6 febbraio alle ore 17.00, si potrà visitare l’anteprima della mostra.

Dove: CSArt Vetrina – Via San Pietro Martire, 16/A – Reggio Emilia

Sito web: www.csart.it

[map:http://maps.google.it/maps?hl=it&q=Via+San+Pietro+Martire,+16%2FA+Reggio+Emilia&ie=UTF8&hq=&hnear=Via+San+Pietro+Martire,+16,+42100+Reggio+nell%27Emilia,+Emilia+Romagna&ll=44.698342,10.628092&spn=0.008465,0.022724&z=16&iwloc=r0]

<!–INIZIA PUBBLICITA’–>
<script type=”text/javascript”><!–
google_ad_client = “pub-6269640194703131”;
/* Italiaculturale 468×60, creato 06/12/09 */
google_ad_slot = “7986033362”;
google_ad_width = 468;
google_ad_height = 60;
//–>
</script>
<script type=”text/javascript”
src=”http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js”>
</script>
<!–FINE PUBBLICITA’–>
Share

Lascia un commento

Nome: (Required)

E-mail: (Required)

Website:

Comment:

*