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Hayez e “Il Bacio” in mostra a Milano

Fino al 25 aprile 2011, Palazzo Isimbardi a Milano ospita, nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, una mostra dedicata al grande pittore risorgimentale e alla sua celebre opera: Un bacio per l’Italia. Hayez. La genesi di un capolavoro.

Contenuti dell'articolo

  1. La mostra
  2. L'opera
  3. Informazioni
 

La mostra

Francesco Hayez, L'ultimo bacio di Romeo e Giulietta (1830 ca.) (da Wikipedia)

La mostra propone ai visitatori quattro opere del grande veneziano Francesco Hayez, tra cui il famoso Bacio nella redazione più privata e intima delle quattro realizzate dal Maestro, il piccolo olio donato dall’artista alla sorella della modella e amica Carolina Zucchi.

Accompagnano l’esposizione del dipinto tre acquerelli: “L’addio” o “L’ultimo bacio di Romeo e Giulietta” (1830 circa), “Un pensiero malinconico” (1842) e “Il Bacio” (1859), e rappresentano l’antefatto del più celebre dipinto.




L’opera

Considerato uno dei più significativi interpreti del Romanticismo italiano, attraverso il celeberrimo Bacio, Hayez non solo celebra infatti il sentimento d’amore romantico, ma anche quello patriottico.

L’opera apparve per la prima volta al pubblico a Brera il 9 settembre 1859, suscitando un immediato e unanime consenso sia per il tema romantico così appassionatamente rappresentato sia per il motivo patriottico che incarnava. Oltre alla famosa redazione del 1859, tutt’oggi custodita presso la Pinacoteca di Brera, esistono altre tre versioni realizzate tra il 1859 e il 1861, tutte facenti parte di collezioni private.

Francesco Hayez, Il bacio, 1859 (Brera) (da Wikipedia)

Rispetto alla tela di Brera, l’olio esposto in questa occasione aggiunge un dettaglio di rilievo: il panno bianco, un velo caduto, che rappresenta una novità significativa nella definizione del messaggio politico proprio dell’opera. Il bianco (che nella scena di Brera era affidato solo alle maniche della veste della donna), il verde del risvolto del mantello, il rosso della calzamaglia dell’uomo e l’azzurro dell’abito femminile: incrociati sono i colori che vanno a comporre le bandiere delle due nazioni sorelle, Italia e Francia, la cui alleanza aveva reso possibile la vittoria contro gli Asburgo.

È la versione del 1861, poi, a rappresentare il raggiungimento dell’ideale unitario: con l’impresa dei Mille, l’Italia aveva dimostrato di poter fare a meno della Francia e Hayez elimina il riferimento all’azzurro dell’abito della donna, che diviene ora una serica veste bianca, lasciando così posto ai soli colori del vessillo del neonato Regno d’Italia.

Per conosce meglio Hayez e la sua opera, italiaculturale.it segnala:

Informazioni

Dove: Palazzo Isimbardi, Sala Ante Giunta – Corso Monforte 35, Milano

Quando: 17 marzo – 25 aprile 2011 (lunedì – venerdì 10.00-19.30; sabato e domenica 10.00-18.00)

Ingresso libero

Pagina web: www.provincia.milano.it/cultura

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