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Francesco Datini: vita e opere

Grafico del sistema di aziende datiniane (dal sito istitutodatini.it)

Francesco di Marco Datini è stato un mercante italiano, nato a Prato intorno al 1335 e morto a Prato nel 1410.

La sua importanza è legata al ricchissimo archivio di lettere e registri da lui lasciato e ritrovato nel XIX secolo in una stanza segreta del suo Palazzo.

Nacque a Prato intorno al 1335 da una famiglia modesta. I genitori morirono nella peste del 1348 e Francesco, dopo aver appreso i primi rudimenti presso alcune botteghe fiorentine, si trasferì ad Avignone dove operò fino al 1382.

Tornato nella sua città con la moglie Margherita Bandini, fondò una specie di società di capitali ad Avignone, Firenze, Pisa, Genova, Barcellona, Valenza e Palma di Maiorca.

Filettole, Villa del Palco (da Wikipedia)

Visse tra Prato, dove costruì il suo bel palazzo, e Firenze, dove aveva la società che dirigeva il gruppo. Sempre più ricco e rispettato, si dedicò al commercio di ogni genere di mercanzia, dal grano alla lana, dal pellame, ai panni, agli oggetti preziosi; a Prato fondò un lanificio e una tintoria, a Firenze una compagnia bancaria. Stabilì rapporti di stima e amicizia con illustri personalità; tra i molti ospiti della sua casa Francesco Gonzaga, il cardinale Pietro d’Ailly, Leonardo Dandolo, ambasciatore veneziano e il re Luigi II d’Angiò. Si deve al Datini anche la costruzione della Villa del Palco a Filettole.




Morì il 16 agosto 1410 disponendo l’istituzione del “Ceppo dei poveri di Francesco di Marco“, l’odierna Casa Pia dei Ceppi, a cui il mercante lasciò tutti i suoi beni, valutati oltre 100.000 fiorini d’oro.

Archivio di Stato di Prato, Datini, 632, lettera Avignone-Firenze, Compagnia Datini di Avignone a Compagnia Datini di Firenze, 1.11.1408 (arrivo) © ARCHIVIO DI STATO DI PRATO

Parte del suo Palazzo è occupata dall’Archivio di Stato che conserva il prezioso fondo documentario del mercante: 1193 pezzi, dal 1361 al 1411, con un imponente carteggio di circa 150.000 lettere. Si tratta di una testimonianza unica a livello mondiale dell’attività mercantile, industriale, bancaria di un mercante della seconda metà del Trecento.

A causa del notevole numero di lettere di cambio presente in tale archivio, egli è generalmente ritenuto l’inventore dell’assegno; secondo alcuni studiosi del periodo storico in cui visse, risulterebbe invece più corretto riconoscergli un largo uso, unico per l’epoca e quindi moderno, della lettera di cambio, piuttosto che attribuirgliene l’invenzione vera e propria.

A questo proposito, molti ritengono che la lettera di cambio fosse l’antenata della cambiale: in realtà tale lettera permetteva al possessore di ricevere, presso una banca designata sulla lettera, l’equivalente della somma indicata nella lettera. Tale funzione si addice più propriamente ad un assegno.

L’archivio Datini si può consultare online all’indirizzo: datini.archiviodistato.prato.it

Sulla figura di Francesco Datini, italiaculturale.it segnala:

Nigro, Giampiero, Francesco di Marco Datini. L’uomo il mercante, Firenze, University press, 2010, 752 p.

L’ Archivio di Francesco di Marco Datini. Fondaco di Avignone. Vol. 1, a cura di Cecchi Aste E., Roma, MiBAC, 2004, 288 p.

Origo, Iris, Il mercante di Prato. La vita di Francesco Datini. Alle origini del capitalismo italiano, Corbaccio, 2005, 347 p.

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1 Commento »

  1. Francesco Datini: vita e opere : Avignone dice,

    Scritto il 1 settembre 2010 alle ore 16:30

    […] See the original post here: Francesco Datini: vita e opere […]

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