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Da Canova a Modigliani. I grandi ritratti in mostra a Padova

(dal sito zabarella.it)

Dal 2 ottobre 2010 al 27 febbraio 2011 Palazzo Zabarella a Padova ospita una mostra – organizzata dalla Fondazione Bano – che celebra il ritratto: Da Canova a Modigliani: il volto dell’Ottocento.

Antonio Canova, Busto di Napoleone Bonaparte Primo console, 1802 (dal sito www.zabarella.it)

Il tema del ritratto sarà analizzato nel senso più esteso, dall’immagine del volto, alla figura intera, di gruppo, familiare e non, in situazioni ufficiali, mondane o intime.

Canova e Modigliani sono stati simbolicamente posti a testimoniare l’uno il grande classicismo, il secondo l’irrompere del nuovo.

A dire quanto gli artisti di questo secolo abbiano, forse più che in ogni altro, dovuto misurarsi con l’individuazione di modalità originali nell’arte del ritratto, basti un dato: l’entrata in scena di un mezzo nuovo, concorrenziale e stimolante, la fotografia.

In età napoleonica, sotto le insegne del “Bello Ideale” prendeva forma l’obiettivo di coniugare la realtà psicologico-intellettuale degli effigiati con la loro rappresentazione ideale. Antonio Canova, Lorenzo Bartolini, Bertel Thorvaldsen, Jean-Auguste-Dominque Ingres, Andrea Appiani, Giuseppe Bossi, Pelagio Palagi, e i numerosi stranieri presenti in Italia si misurarono sul terreno di questa complessa sfida.

Francesco Hayez, Ritratto di Carolina Grassi e Bianca Bignami, sorelle Gabrini, 1835 (dal sito www.zabarella.it)

Con l’aprirsi della stagione romantica, artisti come Francesco Hayez, Pelagio Palagi o lo stesso Bartolini, ma anche figure più territoriali come Giovanni Tominz a Trieste, Gaetano Forte a Napoli interpretano in chiave intimista l’arte del ritratto o, su un altro versante altrettanto emblematico, creano le effigi mondane e sfarzose della nuova classe borghese.

Poi le istanze del naturalismo rinnovano il genere, dando ascolto alla voce del Vero. Se alcuni artisti di grande valore, come Hayez hanno saputo reggere ancora il confronto con la nuova era e un grande outsider come il Piccio è stato interprete in Lombardia di una grande tradizione che scorre ininterrotta da Leonardo ad Appiani, sarà la Firenze dei Macchiaioli ad offrire in chiave verista gli esiti più significativi. Le straordinarie sperimentazioni di Giovanni Fattori o Silvestro Lega tra gli anni ’50 e ’60 si sono ricongiunte alle indagini naturalistiche di Puccinelli, Giovanni Morelli e Bernardo Celentano.

Mentre il prepotente e conflittuale rapporto che si instaura con la fotografia a partire dagli anni sessanta è ben documentato dalla presenza di Vincenzo Gemito, dagli autoritratti di Francesco Paolo Michetti o di Alessandro Guardassoni davanti alla macchina fotografica.

Dopo l’unità d’Italia il ritratto seguirà straordinari percorsi sperimentali, toccando vertici difficilmente eguagliati nel resto d’Europa. Abbandonando il principio di verosimiglianza e cercando soluzioni inedite per rappresentare il mondo interiore dei ritrattati, la grande e lunga stagione del Simbolismo produrrà capolavori assoluti.

Prima la Scapigliatura di Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, poi il Divisionismo di Giuseppe Pellizza da Volpedo, quindi il Simbolismo che fa riferimento all’estetismo di Gabriele D’Annunzio ed elabora i nuovi miti della modernità con Giovanni Boldini, Ettore Tito, Mosé Bianchi, Giacomo Grosso, Vittorio Corcos, Cesare Tallone, porteranno a nuovi e altrettanto suggestivi esiti sia sul piano compositivo che delle soluzioni pittoriche.

Umberto Boccioni, Autoritratto, 1908 (dal sito www.zabarella.it)

Si raggiungeranno così quei confini che preludono al Novecento, rappresentato in mostra dai dipinti ancora divisionisti, e pertanto proiettati nell’Ottocento, di Giacomo Balla, di Umberto Boccioni e di Gino Severini.

Iniziava così un’altra storia che avrà come centro quella Parigi che intanto aveva accolto come protagonisti lo stesso Severini e un grande italiano come Modigliani.



Amedeo Modigliani, Ritratto di Hanka Zborowska, 1917 (dal sito www.zabarella.it)

La mostra si articola dunque in 9 sezioni:

SEZIONE I: TRA IDEA E NATURA. IL RITRATTO IN SCULTURA

SEZIONE II: DA APPIANI AL PICCIO. TRA LA GRAZIA NEOCLASSICA E IL NATURALISMO ROMANTICO

SEZIONE III: LA POETICA DEGLI AFFETTI NEI RITRATTI DI FAMIGLIA

SEZIONE IV: IL RITRATTO D’ARTISTA E L’ATELIER

SEZIONE V: RITRATTI IN SCENA

SEZIONE VI: DAL CONFRONTO COL VERO ALLA FOTOGRAFIA

SEZIONE VII: NUOVE ESPERIENZE NELLA RAPPRESENTAZIONE DELLA VITA MODERNA

SEZIONE VIII: ITALIA-FRANCIA. GLI ALBORI DEL NOVECENTO

SEZIONE IX: IL PARADISO DEL CATAJO E I MISTERI DELLA MINIATURA

Informazioni

Quando: dal 2 Ottobre 2010 al 27 Febbraio 2011; Orario: 9:30 – 19:30 – La biglietteria chiude 45 minuti prima.

Dove: Palazzo Zabarella, Fondazione Bano, via degli Zabarella 14, Padova

Tel. (+39) 049 8753100

Fax (+39) 049 8752959

info@palazzozabarella.it

Sito web: www.zabarella.it

Biglietti: intero € 10,00; ridotto speciale € 8,00; ridotto di legge € 5,00

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1 Commento »

  1. PEPI CARLO dice,

    Scritto il 10 novembre 2010 alle ore 18:32

    Peccato quel “Il volto dell’Ottocento” dal momento che vi sono opere eseguite nel Novecento inoltrato !

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